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giovedì 7 maggio 2015

Il fenomeno del riscaldamento globale

Il riscaldamento globale in climatologia indica, in riferimento alla storia climatica della Terra, le fasi di aumento della temperatura media dell'atmosfera terrestre e degli oceani dovute a cause naturali (cicli solari, moti della Terra, variazioni dei gas atmosferici e altre).


Nel corso della storia della Terra si sono succedute ciclicamente variazioni del clima che condussero il pianeta ad attraversare diverse ere glaciali alternate ad epoche più calde dette interglaciali. Le cause di queste variazioni sono state principalmente legate all'andamento dell'attività solare o a quella eruttiva della Terra (per emissione di biossido di carbonio). Circa 200.000 anni fa, queste significative variazioni del clima hanno permesso all'uomo il passaggio dello stretto di Bering, la colonizzazione dell'Australia o della Groenlandia. Attualmente, il pianeta sta uscendo da un periodo freddo denominato piccola era glaciale, durato dal 1550 al 1800, seguito al periodo caldo medievale, più caldo (tra il 1100 ed il 1400). Durante il periodo caldo medievale è avvenuta la colonizzazione della Groenlandia, che fu battezzata "terra verde" per l'intenzione del suo scopritore Erik il Rosso di attirarvi coloni, che indicherebbe, secondo alcuni ricercatori, che all'epoca dovessero esserci delle zone prive di ghiacci perenni.

I cambiamenti recenti del clima sono stati analizzati più in dettaglio solo a partire dagli ultimi 50 anni, cioè da quando le attività umane sono cresciute esponenzialmente ed è diventata possibile l'osservazione dell'alta troposfera. alcuni fattori ai quali è attribuito il cambiamento climatico sono legati alle attività dell'uomo. In particolare questi son

In conclusione molti ricercatori ipotizzano che la maggior parte degli incrementi di temperatura osservati dalla metà del XX secolo è, con molta probabilità, da imputare all'aumento di gas serra prodotti dall'uomo; mentre è molto improbabile (si stima sotto il 5%) che gli aumenti climatici possano essere spiegati ricorrendo solo a cause naturali. Il riscaldamento interessa sia l'oceano sia l'atmosfera.

Il peso delle fonti energetiche rinnovabili nella produzione di energia elettrica è costantemente cresciuto negli ultimi venti anni, conoscendo una forte accelerazione negli ultimi sette - otto mentre, anche a causa della crisi economica, a livello globale è diminuito il consumo di energia.
Inoltre, alla fine del 2008, il 18,7 per cento dell’elettricità mondiale era prodotta da fonti rinnovabili, contro il 13.5 per cento del nucleare. Nel 2010 tale percentuale ha superato il 20 per cento.


Questa rapida diffusione a livello globale di tecnologie alternative comporta una drastica riduzione dei costi di produzione e di vendita. Sembra dunque giunto il momento di porre fine alla nostra dipendenza dai combustibili fossili e da altre tecnologie che danneggiano il clima.
A cura della II F

lunedì 20 aprile 2015

Il centro delle nostre ricerche

I cambiamenti climatici
I cambiamenti climatici rappresentano un fenomeno attuale. Si prevede che i cambiamenti continueranno e che gli eventi climatici diventeranno sempre più frequenti e intensi. È altamente probabile che la maggior parte del riscaldamento sia dovuto alle attività umane.      Si prevede un ulteriore incremento della temperatura.

È stato stabilito l'obiettivo di limitare l'aumento della temperatura media globale al di sotto dei 2 °C.                                                                                                                  Le emissioni globali di gas a effetto serra devono ridursi del 50 %. Nonostante gli sforzi volti a ridurre le emissioni si siano rivelati efficaci, qualche cambiamento climatico è inevitabile.
 
Impatto e fattori di vulnerabilità                                                 
Tra le regioni europee particolarmente vulnerabili ai cambiamenti climatici sono presenti:
  • l'Europa meridionale e il bacino mediterraneo (a causa di aumenti delle ondate di calore e della siccità);
  • le aree montuose (a causa dell'aumento dello scioglimento della neve e del ghiaccio);
  • le zone costiere, i delta e le pianure alluvionali (a causa degli aumenti del livello del mare e delle crescenti piogge intense, alluvioni e tempeste);
  • l'estremo nord Europa e l'Artico (a causa delle temperature in aumento e dei ghiacciai in scioglimento).   (Agenzia Europea dell’ambiente)
L’effetto serra
L’atmosfera lascia passare le radiazioni luminose solari, ma intercetta le radiazioni termiche che provengono dal basso. Queste, avendo una lunghezza d’onda maggiore non riescono ad attraversare nuovamente l’atmosfera che le rimanda indietro verso la superficie terrestre. Questo fenomeno è detto effetto serra.
Le principali fonti di gas a effetto serra generati dall'uomo sono:
  • la combustione di carburanti fossili (carbone, petrolio e gas) che rilasciano CO2;
  • l'agricoltura (CH4) e le modifiche della destinazione dei suoli come la deforestazione (CO2);
  • la messa a discarica dei rifiuti (CH4);
  • l'utilizzo dei gas fluorurati di origine industriale.
L’aumento della temperatura superficiale del globo terrestre implica una serie di cambiamenti che vanno ad influire in maniera diretta sugli ecosistemi, modificando sensibilmente le strategie adattative di sopravvivenza degli organismi, e ampliando (o riducendo) la biodiversità propria di una determinata nicchia ecologica.
  (CNR -IBIMET- Istituto di Biometeorologia)
Lo scioglimento delle calotte polari
Il livello globale del mare sta crescendo ad un tasso di poco più di 3 millimetri all’anno, a causa sia dello scioglimento dei ghiacci.
(GreenReport.it).
Durante la scorsa estate lo scioglimento della calotta glaciale del Polo Nord ha raggiunto livelli storici. Le cause sono state individuate nell'aumento della temperatura globale terrestre. Tuttavia il reale meccanismo che lega i due fenomeni non risulta ancora perfettamente chiaro.
Un matematico serbo scoprì, però, che le glaciazioni e la loro scomparsa si verificano in seguito al fatto che l'orbita della Terra non è sempre identica a se stessa e ciò determina nel corso del tempo delle piccole variazioni dell'energia che arriva dal Sole.
(La Repubblica, 29 Gennaio 2008).

La desertificazione

 La desertificazione si manifesta con la diminuzione o la scomparsa della produttività e complessità biologica o economica delle terre coltivate, sia irrigate che non, delle praterie, dei pascoli, delle foreste o delle superfici boschive causate dai sistemi di utilizzo della terra, o da uno o più processi, compresi quelli derivanti dall'attività dell'uomo e dalle sue modalità di insediamento, tra i quali l'erosione idrica, eolica, etc; il deterioramento delle proprietà fisiche, chimiche e biologiche o economiche dei suoli; e la perdita protratta nel tempo di vegetazione naturale.  (Wikipedia)
A cura di Antonella Batistini