Visualizzazione post con etichetta mediterraneo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mediterraneo. Mostra tutti i post

mercoledì 6 maggio 2015

La Posidonia, "signora delle praterie"


 
La posidonia è la regina delle piante marine.
La posidonia oceanica è una pianta fanerogama e riveste un’importanza basilare per l’ecosistema marino. Le piante marine meglio conosciute come fanerogame sono vegetali, un tempo terrestri ora adattati alla vita sottomarina, con struttura complessa e differenziata in fusto radici e foglie, semi e frutti. Queste piante sono rappresentate nel Mediterraneo da pochissime specie .Dunque la Posidonia è una pianta superiore e non un'alga (come molti erroneamente credono) ed è endemica del Mediterraneo. Altre specie appartenenti allo stesso genere si trovano solo in Australia.La sua caratteristica principale è di costituire dei grandi agglomerati di individui che si estendono sui fondali, detti "praterie". Le praterie si sviluppano su fondi molli e sabbiosi e sono di fondamentale importanza per l’ecosistema, perchè costituiscono l'habitat di molte specie marine, fornendo cibo e protezione. Una prateria di Posidonia in buona salute è indice di benessere per l'ecosistema marino a cui appartiene.
Risultati immagini per posidonia





Tutti al museo!

Per approfondire la conoscenza del  Mediterraneo, abbiamo visitato il Museo dell' Istituto di Biologia ed Ecologia Marina: una "passeggiata" tra gli organismi presenti nel nostro mare, per apprezzarne caratteristiche e strategie di sopravvivenza, guidati dall'esperienza del dr. Bedini, biologo responsabile dell'Istituto, e dalla dr.ssa Elisa Salvadori.


Il museo si trova nelle "segrete" di Palazzo Appiani, in Piazza Bovio a Piombino, e questa localizzazione è già di per sè affascinante. Qui sono raccolti e catalogati reperti che vanno dalle microconchiglie alla Pinna Nobilis, il più grande bivalve del Mediterraneo, crostacei e pesci imbalsamati. Vediamo anche una grande tartaruga Liuto, la specie più imponente che possiamo trovare nel Mediterraneo. Infine lo scheletro di un delfino, da cui possiamo risalire alla sua storia evolutiva.
L'osservazione guidata di tali reperti ci aiuta a capire la grande biodiversità mediterranea e ci rende più consapevoli della sua importanza!



A cura della classe II F

martedì 14 aprile 2015

LA VITA SU UN LITORALE SABBIOSO


Il dominio bentonico o litorale, su basi ecologiche, è suddiviso in cinque piani.
Le varie suddivisioni di questo dominio sono evidenziate dalle biocenosi. Queste sono definite come un aggruppamento di esseri viventi, stabilmente insediati in un particolare ambiente nel quale vivono e si riproducono, e corrispondente per composizione e numero delle specie e degli individui a certe condizioni medie dell'ambiente stesso.

La vita del litorale sabbioso, si distingue da quella di un litorale roccioso poiché meno definita e netta, ovvero esiste una zonazione anche per questo ambiente, ma la suddivisione risulta meno definita. La sabbia non offre un substrato solido, e gli animali che lo abitano tendono a spostarsi, seguendo gli andamenti delle maree o addirittura seguendo l'andamento delle onde. Nella zona superiore della spiaggia, irraggiungibile persino dalle onde più grandi, troviamo un habitat definito e abitato da organismi che si sono adattati benissimo alla vita sulla terraferma.
                         LA FASCIA INTERTIDALE

La fascia intertidale è una zona generalmente più estesa di questo ambiente ed è determinata principalmente dalle correnti marine. Quest'area è pianeggiante e leggermente inclinata verso il mare e può essere prevalentemente fangosa o sabbiosa. Le aree fangose si trovano nelle zone interne e lontane dai canali presso il livello medio di alta marea,invece le aree sabbiose si trovano nelle zone più esterne presso il livello medio della bassa marea. In questa zona si possono sviluppare molluschi o vermi come i balani che ricordano i molluschi. I balani chiamati anche denti di cane sono piccoli animali che si fissano sugli scogli,sulle banchine dei porti e sulla parte sommersa delle navi. Essi vengono chiamati denti di cane perché la loro forma aguzza sembra essere molto tagliente. Questi esseri si nutrono attraverso delle particolari setole che ''intrappolano'' il cibo ed è per questo che si insediano dove la corrente li possa investire. Il loro cibo non può superare 1 mm di grandezza quindi è costituito da larve,plancton e batteri. Esistono due forme principali:
•                     balano ghiandiforme, che si trovano in Europa e in America
•                     balano-oca,.che si disperdono sulla spiaggia e si ritrovano sui pezzi di legno galleggianti,boe o bottiglie.
Questi animali si possono attaccare anche su animali di grandi dimensioni come tartarughe marine o balene.
Risultati immagini per balani
  La zona intertidale, è popolata da numerose specie di molluschi bivalvi e di granchi scavatori. Nella zona inferiore dimorano esseri che non tollerano rimanere scoperti dall'acqua. Oloturie, attinie, gamberi, granchi della sabbia, piccoli pesci, molluschi bivalvi e altri piccoli organismi. Un mondo che merita di essere esplorato e non calpestato, come accade, a volte, a causa della nostra disattenzione.

I Talitri sono piccoli organismi, lunghi non più di 2 centimetri, presenti sulle spiagge di tutto il mondo. Durante il giorno vivono sotto la sabbia, oppure sotto le alghe trascinate dalle onde sulla spiaggia, ma con il buio escono allo scoperto, e attivandosi sono capaci di compiere salti di 40 o 50 volte la lunghezza del loro corpo, per questo sono stati chiamati con il nome scientifico Talitrus saltator. Forse sulla spiaggia li avrete osservati anche voi compiere balzi spettacolari.


Sogliola
Con il nome comune Sogliola si indicano alcune specie di pesci d'acqua salata appartenenti alla famiglia dei Soleidi e dei Pleuronectidi.
Sono pesci la cui evoluzione li ha portati alla postura sdraiata su un fianco, con uno dei due occhi che si è spostato a fianco dell'altro, sul lato rivolto verso la superficie dell'acqua. Anche la colorazione ha seguito quest'evoluzione: il lato rivolto verso il fondo è bianco, quello verso l'alto è bruno, marezzato, mimetico e spesso camaleontico: le sogliole riescono infatti a cambiare colore per imitare l'ambiente circostante grazie ai
cromatofori, cellule con pigmenti colorati dell'epidermide

A cura di Ginevra Grandi

Vegetali...nel Mediterraneo

L'alga stella


L’alga stella appartiene al Regno Vegetale ed alla divisione delle Alghe Verdi. L’ alga stella  è alga stagionale e,  come la cugina alga lattuga di mare assomiglia alla nostra  lattuga.
CLASSIFICAZIONE
Anadyomene stellata
NOME COMUNE
 alga stella
UBICAZIONE PREVALENTE
intero mediterraneo
TERRITORIO ABITUALE
 substrati molli in genere anche ghiaiosi
PROFONDITA’ PREVALENTE
 1-10 metri
POSSIBILITA’ DI INCONTRO
normali

Alle alghe verdi appartengono quelle alghe la cui colorazione, grazie alla forte presenza di clorofilla, spazia dal verde al grigio.
Troveremo quindi la maggior parte dei rappresentanti di questa divisione nei primi metri dalla superficie, laddove la presenza di luce si abbina alla presenza di clorofilla dell’alga, dando origine alla famosa fotosintesi clorofilliana.

L’alga gimnocomgrus 

Appartiene al Regno Vegetale ed alla divisione delle Alghe Rosse. Le alghe rosse (rodofite) presentano varie tonalità di colore , tendenti sempre al rosso da brillante al cupo con tallo ramificato in forma per lo più arborescente. Molte specie sono caratterizzate da ramificazioni calcaree essendo il tallo impregnato di carbonato di calcio. Le alghe rosse  sopportano facilmente condizioni di scarsa illuminazione e potremo quindi trovarle tanto in acque relativamente basse, quanto, e in maniera preponderante in acque profonde.

NOME SCIENTIFICO
Gimnocongrus cremulatus
NOME COMUNE
alga gomnocongrus
UBICAZIONE PREVALENTE
intero mediterraneo
TERRITORIO ABITUALE
forme di substrato duro
PROFONDITA’ PREVALENTE
dalla 5 ai 40 metri
POSSIBILITA’ DI INCONTRO
normali

Il sargasso foglie lineari 


Appartiene al Regno Vegetale ed alla divisione delle Alghe Brune. Il sargasso foglie lineari è uno stretto cugino del sargasso comune e da questo si distingue appunto per le foglie  lineari e lanceolate.

Le alghe brune raccolgono specie di alghe dalle forme e dalle colorazioni più svariate accomunate dalla presenza nel loro tallo di una pigmentazione di colore bruno, non sempre però prevalente. La capacità di fotosintesi delle alghe brune permette il loro attecchimento e quindi la loro sopravvivenza anche a quote di profondità superiore a quelle delle cugine alghe verdi.

NOME SCIENTIFICO
Sargassum linifolium
NOME COMUNE
sargasso a foglie lineari
UBICAZIONE PREVALENTE
mediterraneo occidentale
TERRITORIO ABITUALE
scogli e substrati rocciosi in genere
PROFONDITA’ PREVALENTE
dalla superficie a 20 metri
POSSIBILITA’ DI INCONTRO
sporadiche per esemplari isolati

giovedì 9 aprile 2015

Ancora a proposito di Osteopsis ovata...

Ostreopsis ovata un pericolo imminente.

Risultati immagini per ostreopsis ovata
http://www.google.it/imgres?imgurl=http://www.ramoge.org/medias/ostreopsis_ovata01.jpg&imgrefurl=
L’estate si avvicina e vogliamo mettervi a conoscenza o almeno farvi prendere visione della pericolosità della microalga che sta popolando i nostri mari, quindi il Mar Mediterraneo dal 1998 sino ad oggi.                                                                                                                                   Essa raggiunge i 27/45 µm  di lunghezza e una larghezza, pensate, di 47/55 µm , per svilupparsi necessita di una forte illuminazione e di alte temperature. Per le sue dimensioni essa non può essere captata ad occhio nudo dall’essere umano, ma solo mediante l’ausilio di un microscopio. Ciò non risulterebbe particolarmente gravoso se non fosse che l’alga contiene e secerne sostanze nocive che danneggiano la salute di altri organismi marini, ma anche dell’uomo stesso.                                                                                                                                              Ma lettori di questo modesto giornale, non abbiate timore di trascorrere le vostre vacanze in luoghi balneari, poiché sappiamo a chi rivolgerci in caso veniate a contatto con una delle Ostreopsidaceae.                                                                                                                                        
 Secondo le linee guida della salute prodotte nel maggio del 2007, per ridurre i possibili effetti dannosi legati al contatto con la microalga tossica, è opportuno eseguire le seguenti manovre:
1)Pulire il bagnasciuga per impedire il possibile accumulo di microalghe tossiche o altro materiale organico;
2)Intensificare i controlli nella raccolta di prodotti ittici da parte degli organi competenti, poiché le sostanze dannose possono venire a contatto con l’organismo mediante l’inalazione dell’areosol marino, ma anche attraverso l’ingestione di organismi che hanno già contratto l’agente patogeno;
Risultati immagini per ostreopsis ovata
Aggiungi dihttp://www.google.it/imgres?imgurl=http://blog.timeoutintensiva.it
3) Invitare le persone ad allontanarsi dalla spiaggia, soprattutto se affette da disturbi di tipo respiratorio (per esempio asma), nel caso avvertano sintomi di irritazione alle vie respiratorie, lacrimazione agli occhi o altri disturbi in seguito alla permanenza in aree di balneazione a rischio.                                                                                                                                                                                                        
Ma anche la legge si è mossa contro questa specie. Come?                                                                                                                                         Con l’entrata in vigore il 25 maggio 2010, del decreto attuativo del D.Lgs 116/2008, nel quale si enuncia che in Italia è obbligatorio (art.3) effettuare monitoraggi in aree a rischio di O. ovata  e altre alghe potenzialmente tossiche come per esempio Coolia monotis, Prorocentrum lima. Infatti le Agenzie Regionale per la Protezione Ambientale(ARPA) nei litorali dove si è conclamato il fenomeno sopradescritto, nel periodo estivo, fin prima che si stiano per verificare le condizione favorevoli per lo sviluppo delle specie, ricercano la loro presenza tenendone sotto controllo lo sviluppo, e avvertono i comuni e le ASL quando il numero supera le 10000unità cellulari su litro.
Vi auguriamo una buona estate, la direzione.

A cura di Tongiorgi Chiara